Zeri, la Toscana meno nota

Di Nadia Fondelli

In questi tempi di pandemia dove abbiamo tutti voglia di andare in vacanza sentiamo amplificata la necessità di vivere la natura.
Il senso vero della natura talvolta va scovato perché spesso lo s’incontra in luoghi poco noti ma forse anche per questo straordinariamente speciali.

Ecco che così il mio viaggio conduce in una zona angolare di Toscana che di toscano ha veramente poco.
Un puntino piccolo sulla pianta della regione, un comune che non è un paese ma un insieme di borghi lillipuziani sparsi fra tre vallate quasi selvagge. Un comune che alfabeticamente e non solo… è l’ultimo della Toscana. Un luogo che si sente poco toscano ma un po’ ligure e un po’ emiliano.

Estremo lembo di Lunigiana. Qui al trivio di confine con Liguria e l’Emilia Romagna, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano sono le valli di Zeri che comprendono le vallate di Adelano, del Gordana e di Rossano.
Boschi floridi di castagni, faggi e querce che si alternano a radure e a un sottobosco ricchissimo di funghi nella stagione propizia.
Un angolo di paradiso assoluto dal punto di vista naturalistico reso tale dal suo millenario isolamento e lontananza da tutto.

Funghi nei boschi_Foto di Michi-Nordlicht da Pixabay
Vivere la natura delle valli di Zeri

Siamo in un territorio ricco di sorgenti, fiumi, torrenti che hanno giocato con la natura creando ambienti incontaminati.
Assolutamente da visitare (anche se è difficile da scovare per mancanza di segnaletica) la grotta della Colombara “nascosta” nella vallata di Rossano, la più lontana e inaccessibile delle vallate che formano il territorio di Zeri.
Qui fra pietre gigantesche e tronchi d’albero portati dalla furia dell’acqua, una cascata impetuosa forma una placida e cristallina piscina naturale dove d’estate si può anche fare il bagno se non siamo intimoriti dal clima appenninico di un bosco dove il sole filtra appena.

Mulino Marghen_Zeri_Toscana

Non da meno sono gli stretti di Giaredo che si trovano poco dopo Pontremoli salendo verso Noce di Zeri. Qui un canyon scavato dal fiume Gordana lungo alcune centinaia di metri che niente ha da invidiare al più celebre e affollato Orrido di Botri in Lucchesia attrae ogni anno sempre più appassionati del genere. Gli stretti, non adatti a tutti, si possono percorrere a piedi, camminando a tratti nell’acqua e a seconda della stagione anche con l’ausilio di un gommone per alcuni brevissimi tratti oppure nuotando un po’.
Il Gordana così come gli altri torrenti della zona ha acque cristalline ma freddissime, per cui se volete avventurarvi nella sua gola dato che in acqua ci dovete andare per forza visitateli solo in piena estate.

Quattro passi nella natura selvaggia

Da non perdere la visita ad almeno uno dei molti alpeggi abbandonati. Villaggi fantasma testimoni della vita di montagna dove in estate si trasferivano gli abitanti del fondovalle per pascolare il bestiame. Luoghi dall’energia incredibile che si svelano quasi come miraggi nascosti dentro a boschi e in cui si arriva camminando fra pecore e mucche al pascolo e cavalli bradi. La Formentara, a quota 1000 metri d’altitudine e situata su una deviazione della strada che conduce al Passo del Rastrello è il più famoso e più facilmente accessibile di questi villaggi..

Il villaggio fantasma di Formentara

Nelle valli di Zeri potete camminare nei boschi guardando in faccia il Mar Ligure da una parte l’Appennino emiliano dall’altra e le Apuane su un altro angolo. Potete sentire il rumore delle acque, visitare alpeggi, scovare vecchi mulini, essiccatoi e ponti romani nascosti fra la vegetazione. Tutti spesso situati in luoghi inaccessibili per il turista frettoloso.

La cucina tipica locale

Fantastica la tavola con piatti locali che sanno di genuino e autentico e dove il chilometro zero non è solo uno slogan efficace. Torte salate con erbe dell’orto, formaggi freschi dei caseifici locali e su tutti l’autoctono agnello di Zeri rinomato per la sua carne dal gusto particolare.
Da provare la borragine dell’orto fritta in padella, le frittelle di castagno con la ricotta fresca, i tagliolini all’ortica con speck e funghi porcini, la polenta con il sugo di cinghiale, i testaroli al pesto etc.

E se poi vorrete qualcosa di veramente speciale prenotate una notte romantica al Mulino Margher a Noci di Zeri. Un’esperienza mozzafiato dove l’automobile e il mondo fuori rimangono oltre il ponte romano pedonale d’accesso.
Zeri aspetta silenziosamente chi sappia capire la sua bellezza.

Nadia Fondelli
Nadia Fondellihttp://www.enjoyitalygo.com
Nadia Fondelli: Giornalista e viaggiatrice per passione e volontariato in Italia e nel mondo. Fondatrice del primo magazine turistico trilingue italiano ha contribuito al lancio dell’agriturismo e dell’enoturismo toscano. Specializzata in viaggio, turismo, cultura, enogastronomia e sport è autrice di quattro libri e autrice in una raccolta di racconti dedicati a Firenze. Pioniera nel mondo del giornalismo on line ha collaborato con importanti cantanti italiani e per format televisivi su piattaforma Sky. E’ membro dell’Associazione nazionale Donne del Vino di Anag (Assaggiatori Grappa ed Acquaviti) e di Aset (Associazione Stampa Enogastronomica Toscana). Collabora con EnjoyItalyGo da Aprile 2021. Tessera ordine dei giornalisti: n. 111444

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