L’Acquario di Napoli e la Stazione Zoologica Anton Dohrn

L’Acquario di Napoli

L’Acquario di Napoli, il più antico acquario pubblico in Italia ancora funzionante, fu fondato per mostrare e studiare la flora e la fauna del Mar Mediterraneo e in particolare quelle del Golfo di Napoli. È l’unico acquario dell’800 ancora in attività nella sua struttura originaria.
Il sogno del suo fondatore era quello di divulgare e rendere accessibile a tutti la conoscenza del mondo sottomarino in tutte le sue forme.
Fu inaugurato nel 1874, due anni dopo la fondazione della Stazione Zoologica, e aveva una triplice funzione:

  • osservazione diretta del mare
  • intrattenimento e divulgazione
  • finanziamento della ricerca

Ideato dallo zoologo tedesco Anton Dohrn e progettato dall’ingegnere inglese William Alford Lloyd, che aveva seguito gli importanti lavori degli acquari di Amburgo e Londra, fu collocato al piano terra della Stazione Zoologica. L’Acquario di Napoli era collegato al mare con un canale sotterraneo tuttora in uso. Le sale erano immerse in una semioscurità data dalla luce soffusa che entrava attraverso i lucernari e le finestre laterali. Questo effetto dava la sensazione di essere davvero sott’acqua e rendeva la visita più suggestiva, oltre a salvaguardare gli ecosistemi riprodotti nelle vasche.

acquario di Napoli la seppia
Seppia

Il nuovo Aquarium

Dopo quasi 150 di lavoro ininterrotto, nel 2015 sono iniziati importanti lavori di restauro, durati ben 6 anni, di cui 2 di rifacimento e riallestimento delle vasche. I lavori hanno interessato anche gli ambienti retro-vasca, i locali tecnici, gli stabulari e gli spazi al piano seminterrato che ospitano gli impianti tecnologici.
La struttura architettonica del salone espositivo è rimasta invariata, ma adesso è possibile vedere nelle nuove vasche centrali la scogliera corallina tropicale con i suoi variopinti abitanti e in quelle laterali le caratteristiche e le peculiarità della fauna e della flora del nostro mare.


Con il riscaldamento globale, alcune specie vegetali e animali tipiche dei mari più caldi hanno iniziato a spostarsi nel Mediterraneo, creando nuovi scenari.
Queste vasche rappresentano uno sguardo al futuro e forniscono un’idea di come potrebbero trasformarsi alcuni ambienti del Mediterraneo nei prossimi decenni.
I pesci tropicali ospitati all’acquario vengono nutriti anche con delle verdure, per assicurarne il benessere e mantenerne intatti i colori.
Durante la nostra visita il menu del giorno prevedeva delle zucchine e abbiamo potuto constatare quanto ne siano ghiotti.
In queste vasche, per i più piccoli e per gli amanti dei film Pixar, è possibile ammirare degli splendidi esemplari di “Nemo” e “Dory“.

acquario di Napoli pesci tropicali
Pesci tropicali

Le vasche sono dotate di moderni sistemi per garantire la sopravvivenza e il benessere delle specie ospitate.
L’Acquario ha sempre costituito un forte richiamo per ricercatori e scienziati che da tutto il mondo arrivavano a Napoli per studiare e osservare le specie animali e vegetali marine nel loro habitat naturale.


L’idea iniziale, mantenuta negli anni, era quella di creare uno spazio di studio e di divulgazione, in cui gli scienziati potessero affittare un tavolo di lavoro all’interno della Stazione Zoologica e usufruire della strumentazione, di una biblioteca specializzata (unica d’Europa), di tecnici e di organismi e materiali messi a disposizione per lo studio e la ricerca.
Una delle caratteristiche fondamentali era la totale libertà degli studiosi, che potevano operare senza alcun tipo di vincolo. Ogni ricercatore era libero di sviluppare il proprio progetto. Questo era uno degli aspetti maggiormente apprezzati dagli scienziati ed è evidenziato in molte lettere e memorie.
Charles Darwin disse che Dohrn aveva fornito un grande servizio alla scienza con la sua Stazione Zoologica.

Le vasche dell’Acquario di Napoli

Nel percorso di visita è possibile ammirare le specie che vivono vicino la costa e via via fino al mare aperto, attraverso un percorso caratterizzato da:

  • 507 mq complessivi
  • 180 metri cubi di acqua
  • 19 vasche
  • 9 diversi habitat che riproducono il nostro mare dalle acque costiere superficiali fino alle profondità del mare aperto
  • oltre 200 specie animali e vegetali

All’ingresso dell’Acquario di Napoli ci sono due piccole vasche, una dedicata alle stelle marine, simbolo dell’Aquarium, e l’altra al paguro.
Le due scelte non sono affatto casuali.
La stella marina è stata scelta come simbolo di fragilità e di rigenerazione, in quanto a rischio di estinzione, ma capace di rigenerare i propri arti in caso di perdita.
Il paguro, con l’anemone che porta sulla conchiglia, è un esempio di simbiosi e rappresenta l’integrazione e la cooperazione tra le specie.

acquario di Napoli le murene
Murenario

Il murenario

Molto interessanti sono le vasche che ospitano il murenario. Sin dall’antichità, come testimoniano i resti al Parco archeologico sommerso della Gaiola, i romani avevano messo in pratica tecniche di allevamento delle murene, considerate pregiate per le loro carni. Nelle vasche del murenario sono presenti reperti di archeologia subacquea (anfore vinarie e olearie e ancore litiche), concessi in affidamento dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.


Un esempio dell’utilizzo delle murene in epoca romana ce lo regala il crudele Vedio Pollione, patrizio romano proprietario della villa nel Parco Archeologico del Pausilypon. Pollione era solito punire gli schiavi disubbidienti con la morte, facendoli gettare nelle vasche delle murene. Almeno è ciò che narra la leggenda.

Acquario di Napoli i polpi
Polpi

I polpi

Un’altra importante novità è costituita dalla vasca con i polpi, straordinario organismo con un ciclo vitale di circa due anni e un’intelligenza molto simile a quella di un mammifero.
Nella vasca sono presenti 3 splendidi esemplari e gli esperti della Stazione Zoologica ne studiano i comportamenti e le interazioni.

Un momento molto interessante è quello del pasto. Gli addetti inseriscono nella vasca dei barattoli contenenti del pesce e chiusi con dei tappi di sughero. Questo momento è definito “Problem Solving” e dimostra l’intelligenza di questo animale, in grado di affrontare le situazioni e capire come risolverle. Non abbiamo avuto fortuna, ma ci hanno assicurato che i polpi sono effettivamente in grado di aprire i barattoli.

Il coralligeno e le grotte marine

Tra le vasche più interessanti c’è quella che riproduce un habitat mesofotico, cioè con una percentuale di luce estremamente bassa. Lì si sviluppa il Coralligeno, scogliere coralline tipiche del Mar Mediterraneo. Un’altra da segnalare è la vasca delle grotte marine, che furono qui studiate per la prima volta nel dopoguerra.

acquario di Napoli il corallo
Coralligeno

Il cavalluccio marino

L’ultima vasca prima dell’uscita ospita il cavalluccio marino, simbolo dell’acquario dai primi anni. I cavallucci marini sono tra i pochissimi pesci che vivono e nuotano in posizione verticale, con la coda in basso e la testa in alto. La coda è un organo prensile, con cui l’animale si aggancia alle alghe o alle gorgonie. Il corpo è corazzato e la bocca è costruita per aspirare le piccolissime prede di cui si nutre. Un particolare da sottolineare è che in questi animali è il padre a incubare le uova in una tasca speciale del ventre e a partorire i piccoli al momento della schiusa.

L’Acquario di Napoli e la salvaguardia del nostro mare

Sin dal primo giorno lo scopo dell’esistenza della Stazione Zoologica e dell’Acquario di Napoli è stato la divulgazione delle conoscenze legate all’ambiente marino, ma anche lo sviluppo di una consapevolezza della sua importanza e di una coscienza per preservarlo.
È fondamentale prenderci cura del nostro mare e rispettare tutte le forme di vita che lo popolano.
La sopravvivenza del mare è anche la nostra sopravvivenza.

Acquario di Napoli cavallucci marini
Cavallucci marini

In quest’ottica è stato creato non lontano da Napoli, a Portici, il Turtle Point, appendice della Stazione Zoologica. È una struttura dedicata al salvataggio, alla cura e alla salvaguardia delle tartarughe. Purtroppo l’inquinamento dei mari, la plastica e altri detriti, mettono in pericolo le specie animali. Non è difficile incontrare tartarughe che hanno ingerito pezzi di plastica o che sono rimaste impigliate nelle reti o nei sacchetti della spesa. Gli esperti del Turtle Point le recuperano, le rimettono in salute e poi le liberano nuovamente in mare.

Il nuovo Museo Darwin-Dohrn

Il 9 dicembre 2021 è stato inaugurato il Museo Darwin – Dohrn, dedicato ai due giganti dell’ecologia, biologia ed evoluzione.
Il museo è realizzato nella struttura situata accanto all’Acquario che ospitava un tempo il circolo della stampa.
È un ulteriore tassello per la divulgazione dello studio dell’evoluzione delle specie marine animali e vegetali, attraverso dipinti e murales, mostre e conferenze.
Una novità mondiale che unisce storia, scienza e arte.

Angelica Perrottahttp://www.enjoyitalygo.com
Angelica Perrotta: Molto curiosa, amante degli animali ed appassionata di viaggi. Cerco di coniugare pregresse esperienze con recenti passioni: Laurea in Lingue e Letterature Straniere, lunga esperienza nel settore alberghiero ed una recente passione per il Digital Marketing. Il mio motto è “Always on the move”.

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